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biblioteca fondazione federico zeri

bologna, italia

progetto: architetto sergio bettini

committente: fondazione federico zeri

progetto illuminotecnico: mario nanni

corpi illuminanti

in accordo con le volontà espresse da federico zeri, che nel 1998 ha legato all'università di bologna la propria fototeca (290.100 fotografie) e la biblioteca d'arte (circa 90.000 volumi tra libri d'arte e cataloghi d'asta), e grazie all'istituzione della fondazione che porta il suo nome, il progetto dell'ateneo bolognese è stato quello di costituire un centro di ricerca avanzata nel campo degli studi umanistici. si tratta del primo centro di studi storico-artistici di grande portata culturale, promosso e finanziato da un'istituzione italiana. altamente specializzato nell'ambito della storia dell'arte è insieme un centro di promozione della cultura, nel contesto di un'università moderna e dinamica. si tratta del primo centro di studi storico-artistici di tali dimensioni, promosso e finanziato da un'istituzione italiana. la fondazione federico zeri ha la propria sede nel convento di santa cristina, complesso monumentale del rinascimento, situato nel centro storico di bologna. interessato da un impegnativo intervento di restauro conclusosi nel 2003, il vasto complesso è stato reso funzionale dall'università alla sistemazione dell'archivio fotografico e della biblioteca di zeri, oltre all' organizzazione del centro studi con sale di lettura e di consultazione. l'architetto sergio bettini ha curato il progetto di allestimento complessivo degli spazi destinati alla fondazione, lavorando in stretta collaborazione con lo staff scientifico che si occupa della conservazione e della fruizione dei materiali conservati nella fototeca e nella biblioteca. l'allestimento è stato pensato per rendere agevole e sicura la consultazione dei materiali fotografici originali, e per ospitarla in vasti ambienti in modo da permettere agli studiosi un veloce e autonomo accesso dei volumi ‘a scaffale'. sono inoltre state installate dieci postazioni informatiche fisse da cui consultare il database della fototeca. il fulcro del progetto è costituito dal vasto salone con copertura a capriate (454 mq), che in origine fungeva da dormitorio delle novizie, come ancora si può percepire dalla presenza di numerosi lavabi a muro che si intravedono dietro le scaffalature a parete e ancora nei fori a pavimento, coperti da un vetro per essere visibili. lo spazio è stato adibito a sala di consultazione con quaranta postazioni di lettura/lavoro. il progetto di illuminazione ha previsto sia corpi a fluorescenza incassati nei tavoli da lettura, sia lampade a led con braccio orizzontale orientabile su tre diverse posizioni, base con snodo girevole a 355° e testata regolabile per luce d'accento (corpo illuminante si gira di Viabizzuno). una soluzione che ha permesso di preservare i soffitti della sala da ulteriori interventi e, al tempo stesso, si è potuta offrire la massima flessibilità di regolazione della luce su ogni singola postazione. le postazioni sono racchiuse in tre isole definite da librerie basse, in modo da consentire agli utenti, nelle pause lavorative, di potere godere di un doppio affaccio, verso l'esterno e tramite le grandi lunette a parete verso il chiostro. tale soluzione non altera l'unitarietà visiva dell'antico spazio, offrendosi al contempo ideale per l'impiego della sala per eventi quali presentazioni, incontri, conferenze. tra le finalità della fondazione vi è infatti la creazione di laboratori di ricerca (tramite seminari, borse di studio, convegni, etc.) che a partire dalle potenzialità offerte dall'archivio delle immagini e dalla biblioteca consentano un dialogo interdisciplinare tra studiosi.lunetta: s. f., in architettura, superficie di muro lasciata libera dall'imposta semicircolare di un'unghia; anche, l'opera pittorica o musiva posta al suo interno. nelle fortificazioni rinascimentali, opera avanzata all'esterno del recinto. muro semicircolare a secco, per trattenere la terra intorno agli alberi in terreno scosceso. nel fondo delle botti del vino, ciascuno dei due elementi, a forma di segmento circolare, posti ai lati del mezzule. il piccolo supporto in cui si adatta l'ostia all'interno dell'ostensorio. arnese da cucina, sinonimo di mezzaluna. in calzoleria, pezzetto di pelle tagliata a mezza luna, cucito al tomaio dove questo si unisce al quartiere. cerchietto metallico che tiene fissato il vetro alla cassa dell'orologio. apparecchio di sostegno per pezzi metallici di notevole lunghezza durante la lavorazione al tornio. nella pallacanestro, la parte del campo di gioco antistante il tabellone col cesto, contrassegnata da due linee parallele congiunte da un semicerchio all'interno del quale vengono eseguiti i tiri liberi. diminutivo di luna. chiostro: sostantivo maschile singolare, dal latino claustrum che significava la chiusura di una porta, la serratura e, per estensione, soprattutto nel plurale ‘claustra', tutto ciò che limita, delimita, chiude o serve come sorta di ostacolo. oggi comunemente indica un luogo chiuso spesso abitato da frati o monache: è solitamente il cortile dei conventi contornato da logge e portici.il chiostro è quindi una parte costitutiva di un convento o di una abbazia, consistente in un'area centrale scoperta circondata da corridoi coperti, da cui si accede ai principali locali conventuali. i primi esempi di chiostri si trovano in edifici usati da monaci benedettini o loro derivazioni. anche altri ordini religiosi monastici o non monastici possono costruire o usare chiostri; in alcuni casi possono assumere forme e collocazioni inusuali a seconda delle necessità della comunità che lo usa."

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