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palazzo pisani lonigo

lonigo, vicenza, italia

progetto: architetto giorgio giuliari

progetto illuminotecnico: mario nanni

rivenditore Viabizzuno: fontana srl, costabissara vicenza

responsabile tecnico di zona: sonia schiavone

corpi illuminanti

palazzo pisani prende il nome dalla nobile famiglia veneziana che nel sec. XVI ha costruito e poi posseduto ininterrottamente per tre secoli l'edificio, oggi sede municipale della città di lonigo (vicenza). l'immagine più antica che ci è pervenuta del palazzo è la mappa rosa del 1597 che ‘fotografa' in primo piano l'impianto originario dell'edificio posto a presidio della porta a mezzogiorno tra le due torri merlate e il bel pozzo rinascimentale. solo sul finire del ‘600 questo impianto si modifica radicalmente: il palazzo ingloba le torri di guardia con l'aggiunta di due ali poste ai lati est ed ovest, mentre il prospetto nord è abbellito con l'aggiunta della scalea esterna di accesso al piano nobile. nasce così il ruolo urbano e architettonico di questo edificio, che se da un lato funge da cerniera tra il nucleo medioevale del borgo cittadino e la più recente espansione ottocentesca, dall'altro si pone come scorcio prospettico per la piazza antistante. il progetto di restauro delle facciate del palazzo pisani parte dalla lettura di questa valenza scenografica dell'edificio e fa ricorso all'uso della luce per valorizzare le singole facciate in modo differenziato in ragione dell'articolazione dei volumi, degli spazi antistanti, della loro funzione. il progetto illuminotecnico è stato realizzato partendo dalla sottolineatura della plasticità dei volumi. la forza espressiva delle masse emerge grazie a fasci di luce radente sulle superfici di scorcio. il risultato d'insieme è arricchito dalla caratterizzazione di alcuni elementi architettonici di pregio quali: il pozzo cinquecentesco, gli stemmi sulla facciata nord, i camini sul tetto. la luce che si appoggia su questi elementi aiuta anche lo spettatore più distratto ad apprezzarli e a conoscerli.

‘cerne' (=cer-cine) cerchio, che a sua volta nasce dal latino cir-ci-nus che trae origine da circus e dal greco kirkos= cerchio. si pensa possa derivare anche dal basso latino ‘cardinaria', nato dal latino classico ‘cardinem'. quindi la parola cerniera trae origine dal significato di cerchio, di unione, di cardine; di qui la sua prima applicazione nella lingua italiana: due pezzi di metallo o d'altro uniti insieme e giranti l'uno sull'altro. in statica si utilizza il termine cerniera per indicare un vincolo doppio che sopprime due gradi di libertà (permette infatti solo il movimento di rotazione del corpo, ma non quelli di traslazione orizzontale e verticale) e non reagisce a momento. ma il significato più comune di cerniera è legato al mondo della moda e all'uso frequente che in questo settore se ne fa: la cerniera a lampo. la cerniera lampo, detta anche zip, chiusura zip o bottega è un dispositivo formato da quattro elementi principali: un fermo inferiore; un fermo superiore; un cursore con la linguetta e la cosiddetta catena dentata. la cerniera lampo è costituita da due fettucce di tessuto alle quali sono attaccate le catene dentate. queste sono composte da denti, metallici o di plastica, che sulla parte superiore hanno un rilievo mentre nella corrispondente parte inferiore hanno un avvallamento, durante la chiusura i denti si inseriscono esattamente uno nell'altro. all'apertura e alla chiusura provvede il cursore che viene mosso utilizzando il tiretto. all'interno del cursore si trova una sorta di cuneo con un'angolazione tale da permettere, durante lo scorrimento verso l'alto o verso il basso, l'incastro o l'apertura dei denti. la cerniera lampo è delimitata da due pezzi terminali detti fermi che impediscono la fuoriuscita del cursore. per esteso con la parola cerniera si indica un elemento di unione-congiunzione, un elemento che sia capace di legare e separare due spazi o due volumi. la cerniera dà il nome anche ad un gioco enigmistico di composizione delle parole seguendo le regole della famiglia dei biscarti; nello specifico la formula per la composizione della parola a cerniera è: zx/yz= xy.

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