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ristrò

roma, via della conciliazione, italia

progetto: architetto luca braguglia

progetto illuminotecnico: stignani illuminazione

rivenditore Viabizzuno: stignani illuminazione, roma

responsabile tecnico di zona: alessandro ferri

corpi illuminanti

nel 2005 è stato commissionato allo studio braguglia l'incarico di studiare l'organizzazione spaziale e funzionale di un locale di ca. 600 mq disposto su tre livelli ed alto poco più di 10m., all'interno di uno storico edificio nel centro di roma, a pochi passi dalla basilica di s. pietro, e sede di una importante istituzione culturale. il locale era stato oggetto di ristrutturazione in occasione del giubileo del 2000, su progetto dello studio michele de lucchi associati, e destinato a museo dello strumento musicale di s. cecilia.
l'organizzazione dello spazio doveva permettere un funzionamento complesso del locale ristorante nell'arco temporale della giornata, atto ad accogliere i turisti di passaggio diretti alla basilica di s. pietro, ed allo stesso tempo, senza snaturarne l'immagine complessiva, intercettare in ingresso e/o in uscita gli utenti del limitrofo auditorium pio, oltre a porsi come punto di incontro e ristorazione su una delle strade più importanti del centro storico di roma. oltre a questi programmi principali i committenti richiedevano un banco bar/reception, che si intravedesse già dalla vetrina e servisse come elemento di richiamo dalla strada, un ufficio da destinarsi a segreteria ed amministrazione, locali cucina sufficientemente adeguati alle proprie ambizioni commerciali.
bisognava quindi creare differenti habitat funzionali da localizzarsi all'interno di un unico grande contenitore: uno spazio ristorante confortevole ed accattivante per accogliere la propria clientela di transito tra castel s. angelo e la città del vaticano; uno spazio più intimo, atto alle degustazioni ed al consumo più riflessivo, per una clientela più attenta al lifestyle e gastronomicamente orientata.
le vetrine espositive mettono in stretta relazione percettiva la strada ed il ristorante all'interno; gli ambienti sono pensati a diverse quote, come se lo spazio esterno si spingesse all'interno a scavare e modellare la complessa configurazione del locale. l'intero spazio destinato alla ristorazione è stato infatti collocato su distinti piani, collegati da scale, rampe e ponti di servizio; un continuum di stanze gerarchicamente orientate e legate da precise relazioni spaziali. il tema progettuale è coinciso pertanto con l'individuazione di aree tematiche interscambiabili tra loro attorno ai due nuclei fissi della cucina e del bar; questi spazi serventi , vero motore dell'attività, sono collegati tra loro da un sistema verticale di montavivande che facilitano il servizio in sala. l' approccio operativo si è rivelato perciò fondamentale nell'individuazione delle diverse zone nelle quali è suddiviso il grande spazio al livello di via della conciliazione, così come del mezzanino che ospita gli uffici ed i servizi e del piano interrato ove sono collocati, oltre ad un' ulteriore sala, la cucina e gli spogliatoi del personale.
l'immagine ricercata per il locale è tesa a sua volta a ribadire le diverse situazioni senza però interferire con esse: ecco pertanto che il novero dei materiali e dei colori appare abbastanza ristretto e raffinato. i pavimenti sono di tre tipi: uno di essi - esistente - è un bel travertino di grande formato che ben individua il momento dell'ingresso da via della conciliazione, luogo di evidente prevalenza storica nel panorama romano per la sua prossimità alla basilica di s. pietro. per evidenziare le aree funzionali soggette a diverse forme di servizio e di menù sono state realizzate a quote diverse due pedane, una rivestita in rovere, così come il ponte sospeso che aggetta sulla scala principale che unisce i tre livelli, e l'altra in wengè; con i medesimi materiali sono costruite anche le scale di collegamento tra i diversi livelli. l'alternanza cromatica dei pavimenti ha ripercussioni anche sul sistema delle pareti e dei soffitti, fortemente connotati da grandi chiaroscuri dovuti alle tamponature in cartongesso posizionate in modo da contenere e celare il sistema impiantistico oltre che permettere l'inserimento di lastre fono-assorbenti: in questo caso infatti il soffitto è connotato da un ‘alternanza tra bianco e grigio , mentre le pareti variano tra il bianco ed il rosso, in qualche caso poi - laddove è richiesta una maggiore intimità - si è ricorso a tendaggi a tutt'altezza di colore grigio. il legno nero che riveste in gran parte la superficie pavimentata delle pedane della sala restituisce a colui che lo percorre, oltre che un'immagine armonica ed elegante, l'intensa sensazione di uno spazio compresso ed, al tempo stesso, dilatato. i mobili di sala sono stati pensati e progettati come un oggetto di design fuori scala: un lungo e rettilineo mobile di servizio, insieme al sistema di sedute che rimandano nella memoria gli antichi bistrò, costituiscono il principale elemento di articolazione dello spazio.
l'illuminazione generale degli spazi e' stata concepita e realizzata mediante l'utilizzo dei corpi illuminanti cilindro pl in diverse varianti e dimensioni: l'esigenza e' stata dettata da motivazioni progettuali ed estetiche.la ragione pratica è dovuta al fatto che nei soffitti (h 3 metri) non vi era lo spazio necessario per il montaggio dei classici faretti ad incasso; la scelta progettuale si è pertanto verificata flessibile, modulare e confortevole per l'illuminazione dei tavoli del ristorante ed estetica poiché i corpi cilindrici di colore bianco nelle varie dimensioni ed applicazioni (a plafone e a sospensione) si inseriscono nell'ambiente con discrezione e con elevate particolarità architettoniche. nella zona d'ingresso del locale dove i soffitti sono più alti (h 5.5 metri) abbiamo utilizzato gli apparecchi m7 sospensione con luce indiretta/diretta con faretti orientabili puntati sui tavoli per dare una luce d'accento e di contrasto.
tutti i circuiti sono regolati mediante dimmer per ottenere differenti effetti scenografici.

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