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palazzo candelpergher

rovereto

progetto: baldessari e baldessari architetti e designers

progetto illuminotecnico: baldessari e baldessari architetti e designers

rivenditore Viabizzuno: masetto luciano & c., rovereto

responsabile tecnico di zona: sonia schiavone

corpi illuminanti

la luce, un certo tipo di luce, precisa, netta, carica d'identità, non invasiva, quella luce speciale, che ben scelta e ben puntata fa conoscere meglio lo spazio, ci ha dato anche in questa occasione l'emozione di vedere e di apprezzare la raffinata architettura sei/settecentesca di palazzo candelpergher a rovereto. un palazzo posto ad angolo nella piazzetta delle ‘oche'al centro della quale si erge la fontana in pietra del nettuno del 1736. il restauro delle facciate e degli apparati decorativi recentemente condotto dallo studio dell'architetto paolo baldessari, ha riportato in luce alcuni interessanti lacerti pittorici, residuo di una decorazione più estesa volta ad imitare illusionisticamente elementi architettonici, quali bugnati ,lesene, capitelli e pinnacoli. spiccano la presenza di un vistoso stemma araldico ed un elaborato motivo decorativo a diamanti in tricromia nera grigia bianca che sottolinea l'angolo del palazzo e che in origine doveva essere certamente spettacolare per la presenza in corrispondenza dei riquadri più scuri di piccoli specchi circolari e convessi della misura di una moneta che captavano e riflettevano la magica luce del giorno e del sole. l'apparato pittorico decorativo è completato da finte lesene marmoree con capitelli modanati che incorniciavano vaste campiture dipinte in modo da imitare una fitta e regolare tessitura muraria isodoma in mattoncini bugnati di cotto, che con il loro colore arancio vivo dovevano conferire una singolare e particolare luminosità a tutto l'insieme. agli interventi del corposo restauro delle facciate ed apparati decorativi, si sono successivamente succeduti, sotto la felice e sensibile direzione dei giovani architetti marco malossini e gianmaria incerti, quelli di alcuni ambiti interni rappresentativi del palazzo. in particolare sono stati consolidati e riportati all'antico splendore il modellato a stucco del decoro rococò leggero dell'ampio e nobile scalone su cui si affacciano le porte incorniciate da eleganti stipiti mistilinei in pietra rossa o pietra locale grigia, sovrastate da motivi plastici a conchiglia in gesso. la qualità architettonica di tali spazi , riemersa dopo accurate attività di discialbo manuale delle ridipinture, consolidamenti per la riadesione di porzioni d'intonaco al supporto murario, integrazioni con stuccature delle lacune, velature cromatiche a base di calce per l'abbassamento della discontinuità materica e la riproposizione pittorica monocromatica finale bianco su bianco, è stata sottolineata da corpi illuminanti a parete clv2 large a biemissione, mentre lo straordinario portale in gesso con copia di angioletti reggimensola, posto tra l'androne d'ingresso e l'ampio e raffinato scalone, è stato magnificamente valorizzato con big feet appoggiati a terra. l'illuminazione del salone policromo al piano nobile è stata affidata ad una plurima serie di coppie di lampade da terra notte scelte in finitura ottone anticato ottimali per le due differenti sorgenti di luce garantite: una diffusione verso l'alto a valorizzare le cromie delle scene allegoriche del soffitto a volta piana, e una luce diffusa ed omogenea in grado di non alterare il pigmento delle colorazioni. notte si è rivelata ancora una volta risolutiva per illuminare ambienti complessi e carchi di storia come è di fatto questo salone che pur connotato da differenti tecniche esecutive e stilistiche (il soffitto affresco databile al ‘700 mentre le pareti ottocentesche a tempera), combina una composizione pittorica molto originale e carica di contenuti narrativi ove sono raffigurati in quadre sopra le sei porte che si affacciano su di esso, la serie delle virtù con vita, vigilanza, intelligenza e coraggio attraverso il simbolo del gallo, quelle di guerra e saggezza attraverso il simbolo del gufo, la serie della temperanza con saggezza e giustizia attraverso i simboli dei libri e leggio e della bilancia con scettro e corona, e la serie delle arti con arti plastiche e musica attraverso il simbolo della scultura e natura morta, lira e trombe.

la luce, un certo tipo di luce, precisa, netta, carica d'identità, non invasiva, quella luce speciale, che ben scelta e ben puntata fa conoscere meglio lo spazio, ci ha dato anche in questa occasione l'emozione di vedere e di apprezzare la raffinata architettura sei/settecentesca di palazzo candelpergher a rovereto. un palazzo posto ad angolo nella piazzetta delle ‘oche'al centro della quale si erge la fontana in pietra del nettuno del 1736. il restauro delle facciate e degli apparati decorativi recentemente condotto dallo studio dell'architetto paolo baldessari, ha riportato in luce alcuni interessanti lacerti pittorici, residuo di una decorazione più estesa volta ad imitare illusionisticamente elementi architettonici, quali bugnati ,lesene, capitelli e pinnacoli. spiccano la presenza di un vistoso stemma araldico ed un elaborato motivo decorativo a diamanti in tricromia nera grigia bianca che sottolinea l'angolo del palazzo e che in origine doveva essere certamente spettacolare per la presenza in corrispondenza dei riquadri più scuri di piccoli specchi circolari e convessi della misura di una moneta che captavano e riflettevano la magica luce del giorno e del sole. l'apparato pittorico decorativo è completato da finte lesene marmoree con capitelli modanati che incorniciavano vaste campiture dipinte in modo da imitare una fitta e regolare tessitura muraria isodoma in mattoncini bugnati di cotto, che con il loro colore arancio vivo dovevano conferire una singolare e particolare luminosità a tutto l'insieme. agli interventi del corposo restauro delle facciate ed apparati decorativi, si sono successivamente succeduti, sotto la felice e sensibile direzione dei giovani architetti marco malossini e gianmaria incerti, quelli di alcuni ambiti interni rappresentativi del palazzo. in particolare sono stati consolidati e riportati all'antico splendore il modellato a stucco del decoro rococò leggero dell'ampio e nobile scalone su cui si affacciano le porte incorniciate da eleganti stipiti mistilinei in pietra rossa o pietra locale grigia, sovrastate da motivi plastici a conchiglia in gesso. la qualità architettonica di tali spazi , riemersa dopo accurate attività di discialbo manuale delle ridipinture, consolidamenti per la riadesione di porzioni d'intonaco al supporto murario, integrazioni con stuccature delle lacune, velature cromatiche a base di calce per l'abbassamento della discontinuità materica e la riproposizione pittorica monocromatica finale bianco su bianco, è stata sottolineata da corpi illuminanti a parete clv2 large a biemissione, mentre lo straordinario portale in gesso con copia di angioletti reggimensola, posto tra l'androne d'ingresso e l'ampio e raffinato scalone, è stato magnificamente valorizzato con big feet appoggiati a terra. l'illuminazione del salone policromo al piano nobile è stata affidata ad una plurima serie di coppie di lampade da terra notte scelte in finitura ottone anticato ottimali per le due differenti sorgenti di luce garantite: una diffusione verso l'alto a valorizzare le cromie delle scene allegoriche del soffitto a volta piana, e una luce diffusa ed omogenea in grado di non alterare il pigmento delle colorazioni. notte si è rivelata ancora una volta risolutiva per illuminare ambienti complessi e carchi di storia come è di fatto questo salone che pur connotato da differenti tecniche esecutive e stilistiche (il soffitto affresco databile al ‘700 mentre le pareti ottocentesche a tempera), combina una composizione pittorica molto originale e carica di contenuti narrativi ove sono raffigurati in quadre sopra le sei porte che si affacciano su di esso, la serie delle virtù con vita, vigilanza, intelligenza e coraggio attraverso il simbolo del gallo, quelle di guerra e saggezza attraverso il simbolo del gufo, la serie della temperanza con saggezza e giustizia attraverso i simboli dei libri e leggio e della bilancia con scettro e corona, e la serie delle arti con arti plastiche e musica attraverso il simbolo della scultura e natura morta, lira e trombe.

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