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casa sul lago

desenzano brescia

progetto: marco savorelli

progetto illuminotecnico: matteo vivian, marco savorelli

rivenditore Viabizzuno: il righello sas milano

responsabile tecnico di zona: matteo vivian

corpi illuminanti

l'ottima posizione della location, situata nella zona centrale della città, proprio di fronte al lago di garda, insieme alla struttura della mansarda, hanno permesso di sfruttare a pieno lo spazio abitativo, riuscendo a perdere la concezione di contenitore ed enfatizzando nuove percezioni visive.
la struttura ha permesso di creare molteplici sequenze di piani orizzontali dai quali è possibile vedere scorci di paesaggio sempre nuovi; tramite l'uso di elementi riflettenti o trasparenti si riesce ad avere una visione completa dell'ambiente da qualsiasi angolatura.
questo insieme di elementi ci permette di valorizzare la sovrapposizione dei piani che pur avendo una propria valenza funzionale, collegati tra loro creano un ambiente abitativo unico ed avvolgente. la zona destinata al bagno è delimitata da quinte trasparenti, che lo rendono distinguibile da qualsiasi piano visivo, pur astraendosi completamente dagli ambienti circostanti. la vasca a pavimento rivestita in ardesia nera a spacco, e il lavandino realizzato con una struttura in cemento e anch'esso rivestito in pietra, nascono come plasmati dalla materia, pure masse lineari, che sorgono dallo scavo della materia stessa. il lavandino, ad esempio, realizzato con una costruzione strutturalmente importante, sembra che aleggi nell'aria, sospeso e distaccato dalla materia stessa da cui nasce.
nella zona di ingresso dell'abitazione è stata creata un'area totalmente dedicata al relax, in cui il soffitto è sostituito da una superficie trasparente che permette di perdere la concezione spaziale ponendosi su un livello superiore, immersi nel verde della serra ed avvolti dalla luce naturale che entra senza incontrare nessun tipo di impedimento. nasce così un'abitazione che perde il concetto di involucro per acquisirne uno nuovo: quello di spazio aperto continuo, dettato da piani orizzontali ed enfatizzato dal sapiente uso dell'illuminazione che esalta le caratteristiche di tutte le sequenze.

mansarda: in architettura è la particolare disposizione di un tetto, ottenuta spezzando la falda in due parti, una a pendenza normale, l'altra più inclinata e dotata di finestre verticali, che permette di rendere abitabile il sottotetto; quindi, per estensione, indica l'abitazione ricavata sotto un tetto di tale tipo.
non si tratta di un termine schiettamente italiano essendoci giunto dal francese ‘mansarde'. il significato ‘scoperto', dunque, tutti lo conosciamo: piccola sopraelevazione di alcuni edifici a forma di abbaino con tetto a due spioventi e, per estensione, soffitta. il significato ‘coperto' nasconde il nome dell'architetto francese françois mansart (1598-1666) che introdusse questo tipo di costruzione riconvertendo i sottotetti, per altro già usati come abitazione nel periodo medievale.
ardesia: il nome ardesia deriva da una radice celtica col senso di color cupo, scuro, ma si può anche rifare al latino ardēre che significa bruciare, quindi di colore che tende al nero.
è una roccia argillosa e scistosa di colore scuro (grigio-ferro), resistente agli agenti atmosferici e facilmente divisibile in lastre sottili secondo piani paralleli mediante semplice pressione.
proviene dalla val fontanabuona, ma è anche denominata lavagna, dal nome del suo antico luogo di produzione in liguria (val lavagna). deriva dalle sedimentazioni detritiche di sabbie e fanghi, risalenti a 70/80 milioni di anni fa.
contiene un finissimo pigmento grafitico che gli dona il suo tipico color nero, che è soggetto a schiarirsi quando esposto alla luce, poiché i raggi ultravioletti penetrano ed ossidano lo stesso pigmento. i minerali presenti al suo interno sono organizzati in una struttura compatta che gli garantisce un'elevata elasticità e resistenza a flessione. inoltre, essendo un materiale non-poroso, risulta non-gelivo e resistente al fuoco, infatti nella tradizione è sempre stato utilizzato come piano di cottura. nonostante tutto ciò, l'ardesia è una roccia abbastanza tenera e quindi facile da lavorare, caratteristica data dalla presenza di illite e calcite (minerali a bassa durezza) nella sua composizione.
le lastre di ardesia si presentano piane, di grandi dimensioni, parecchio regolari e non-rugose, fatto che le rende molti più resistenti alle piogge acide rispetto ad altre pietre. in molti luoghi serve per coprire i tetti o creare percorsi e pavimentazioni all'aperto.
2. ardesia è anche una particolare razza di tacchino, il cui colore della livrea è ardesia chiaro.

spacco: apertura, spaccatura, squarcio, buco, taglio, rottura,crepa, fenditura, fessura, orifizio, pertugio, spiraglio, scissura, lacerazione, strappo, sbrego.
spacco per guardare oltre, piccolo buco da cui si può passare oltre oppure solo spiare l'oltre con sguardo curioso, per poi decidere se intraprendere il nuovo.
spacco che segna una rottura come cambio e mutazione, evoluzione rispetto al luogo di provenienza, che può essere concettuale o fisica.
spacco come passaggio, limite e confine da decidere se attraversare.
1. dal tedesco spachen / spaken, che vale lo stesso e trova un riflesso.
2. esiste un tipo di lavorazione della pietra che prende questo nome e consiste nello spacco di tutti i tipi di pietra di qualsiasi dimensione e durezza. la lavorazione a spacco naturale fa ancora uso dello scalpello anche se con il tempo è mutato l'ambiente tutto intorno, da cava a magazzino. al giorno d'oggi esistono macchinari che fanno questo lavoro.
3. innesto a spacco: pratica agronomica per la moltiplicazione agamica delle piante. si prepara il soggetto ‘dormiente', si effettua la spaccatura, infine si inseriscono due marze alle estremità dello spacco.
4. in agricoltura, lo spacco è l'assorbimento dell'acqua piovana sulla cuticola in maturazione, cioè sul sottile strato di cutina che riveste esternamente le cellule epidermiche del fusto e delle foglie nelle piante.
5. in sartoria, lo spacco è quel paticolare taglio, più o meno lungo, che evidenzia una caratteristica parte del corpo scoprendola. lo spacco è un nascondere-esporre allo sguardo altrui, ma anche una specie di provocazione che crea curiosità.

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