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david chipperfield 'form matters'

pisa, arsenali medicei

progetto: david chipperfield architects

committente: comune di pisa

progetto illuminotecnico: Viabizzuno

responsabile tecnico di zona: francesco galli

corpi illuminanti

‘questioni di forma’ è la mostra di architettura che il comune di pisa e la regione toscana hanno dedicato ai progetti dello studio david chipperfield architects, il cui titolo è la traduzione libera dall’originale ‘form matters’, tenutasi al design museum di londra nel 2009. la mostra, ospitata nei grandiosi arsenali medicei di pisa, è dedicata in particolare ai progetti sviluppati dalla sede milanese della david chipperfield architects per il centro storico di pisa e all’originale interesse per forma e materia espressa da david chipperfield nei suoi primi 25 anni di attività.

nel 2009 lo studio è risultato infatti il vincitore del concorso internazionale per la progettazione e riqualificazione dell'area dell'ospedale di santa chiara e incaricato anche della redazione del masterplan relativo ai progetti del piuss, piani integrati di sviluppo urbano sostenibile, di pisa.
l’area occupata dal complesso di santa chiara (oltre 10 ettari) è situata nel cuore del centro storico di pisa e confina direttamente con la piazza del duomo, inserita tra i siti unesco come patrimonio dell’umanità.

compostezza, rigorosità e scrupolosità nell’inserimento dell’opera architettonica rispetto al contesto di destinazione sono le qualità che maggiormente emergono nei lavori di chipperfield in mostra, da sempre impegnato nella ricerca dei materiali più adatti per la realizzazione di ciascun progetto.

il titolo di questa mostra ‘form matters-questioni di forma’ unisce in un gioco di parole i due aspetti più significativi dell’attività di un architetto: forma e materia, apparenza e sostanza, la realizzazione concreta di un’idea formale. già nel titolo è implicita l’accettazione del principio per cui l’opera di un architetto deve essere giudicata in base al suo risultato formale, cioè alla sua forma, qualunque sia la complessità del progetto e la quantità di problemi con cui si è dovuto confrontare.

muovendosi negli ampi spazi degli arsenali medicei si ha la possibilità di seguire una parte dell’itinerario personale che sir david chipperfield ha sviluppato in oltre 25 anni di attività.
visitando la mostra si scopre come la tangibile impossibilità di trasferire nella sala di un museo l’architettura in quanto tale, intesa come realtà ancorata al terreno o composizione geometrica, sia invece possibile attraverso la lettura di plastici, fotografie e disegni in grande formato. impariamo quindi che l’architettura non può essere messa in scena ma può essere ricreata e con essa anche il peso del valore della sua progettazione, intesa come processo dinamico che deve mediare tra la teoria e la pratica.

la luce, nel progetto sviluppato da mario nanni, gioca un ruolo fondamentale per scoprire fino in fondo il significato di ogni singola architettura, imparando a guardarla come mediazione totale tra forma e materia, seguendo gli insegnamenti del maestro chipperfield. i corpi illuminanti posizionati a binario tra le ampie campate dello storico spazio sono i dca, disegnati e progettati a quattro mani da david chipperfield e mario nanni e declinati poi in un'intera famiglia di sistemi di illuminazione ad incasso, semincasso, plafone, parete, sospensione e binario. il sistema di illuminazione scompare, integrandosi con la struttura del corpo di fabbrica: lungo le catene sono stati posizionati i binari dai quali emergono i corpi illuminanti con finitura cromo; questo sistema ha permesso una grande flessibilità delle luci e il loro corretto posizionamento sui progetti esposti rendendo l'allestimento teatrale e rigoroso al tempo stesso.

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