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faeno l’isola architettonica del little belt

faeno danimarca

progetto: schmidt hammer & lassen k/s

committente: faeno gods

corpi illuminanti

un progetto che verrà ricordato negli annali dell’architettura danese come eccezionale e soprattutto in controtendenza rispetto ai trend attuali.
l’incarico che lo studio shl ha ricevuto da flemming skoudo riguardava il progetto di un insieme di nuovi edifici che dovevano sorgere sulla verdeggiante e delicata ondulatezza topografica di faeno, una delle isole del little belt.
il progetto combina il rispetto per l’integrità della cultura esistente del paesaggio con l’intenzione di rilanciare le attrattive dello scenario dell’isola.
l’intervento prevedeva il restauro degli edifici preesistenti e l’aggiunta di nuovi attraverso la creazione di edifici in scala ridotta disseminati da un capo all’altro dell’isola, insieme ad una fattoria e ad una tenuta, ‘faeno estate’, che occupa il punto più alto dell’isola.
l’edificio principale del faeno estate, le sale di tiro al bersaglio, il capanno da caccia e gli edifici di servizio sono stati progettati in stretta collaborazione con la committenza.
c’era infatti un intento condiviso di realizzare un complesso edificio contemporaneo, una sorta di reinterpretazione di tutto il meglio del patrimonio nordico: la luce nordica, i materiali naturali e, non ultima, l’illuminazione. questi fattori sono significativi co-protagonisti dell’effetto d’insieme raggiunto dall’orchestrazione degli elementi disseminati lungo l’isola. tutti gli edifici sono stati infatti progettati tenendo conto della loro posizione specifica nello scenario del paesaggio dell’isola, evidenziando ancora di più la loro diversità e bellezza.
la grande proprietà della tenuta è un classico edificio a tre ali, la cui ala principale realizzata in mattoni a vista sembra quasi galleggiare verso sud, appoggiandosi alle due ali secondarie: queste comprendono il casino di caccia, altre stanze e i garages, stretti da un muro di mattoni che fronteggia la cancellata dell’entrata principale e sottolinea un punto di uscita particolarmente piacevole fino al viale alberato che conduce alla proprietà principale.
il progetto illuminotecnico è stato improntato ad un grande atteggiamento di rispetto per la semplicità dell’architettura. infatti era fondamentale integrare con naturalezza i corpi illuminanti con i materiali usati e soprattutto che ogni singolo posizionamento dei corpi illuminanti raggiungesse la funzione specifica per la quale era stato progettato.
queste esigenze stanno alla base del disegno e dello sviluppo di un nuovo corpo illuminante, corner, che illumina l’ingresso di ogni stanza, il numero delle stanze, il corridoio; grazie al corner è stato possibile ridurre la quantità dei prodotti usati mantenendo comunque costante l’intensità luminosa nelle aree da illuminare.
nel resto della casa, sono stati posizionati per lo più corpi illuminanti incassati a soffitto, diversi a seconda delle dimensioni del legno: era infatti fondamentale ottenere un aspetto totalmente integrato, dove l’attenzione non è rivolta al prodotto in sé, ma piuttosto alla luce a cui è lasciata piena libertà di esprimersi.

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