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laboratorio internazionale delle arti, biennale di venezia

venezia

committente: la biennale di venezia

progetto illuminotecnico: mario nanni

corpi illuminanti

il laboratorio è luogo di artigianalità e di idee in movimento. un’officina dove il pensare e il fare si incontrano sotto la luce giusta. la biennale di venezia si è affidata al progettista mario nanni per creare uno spazio di condivisione progettuale, un ambiente in divenire pensato, creato e illuminato per accogliere la progettazione in ogni sua fase. il laboratorio è un luogo dedicato alla creazione, dove materiali semplici (il legno, la carta, il gesso, la luce, …) si offrono alle mani dell’artigiano per diventare qualcosa di nuovo e di vivo, dove il pensiero si allarga per arrivare a cogliere nuove intuizioni sul mestiere dell’arte, sul fare. l'ingresso è direttamente dalla calle del ridotto, storica calle di accesso alla sede istituzionale della biennale, ma un varco, un passaggio di luce e di sguardi, progettato da mario nanni, collegherà direttamente questa bottega officina al piano terra di cà giustinian legando il laboratorio alla complessità dello spazio istituzionale che la sede della biennale ha destinato a mostre ed esposizioni permanenti. la porta di luce è un passaggio onirico ed emozionante, fortemente simbolico e iconografico; un foro che frantuma l'antica separazione rigida e precostituita tra i luoghi del fare e quelli del pensare. il laboratorio è stato ristrutturato in modo tale da far trasparire i suoi intenti a partire dalla sua architettura: pareti lasciate grezze lungo le quali prendono volume contenitori modulari in betulla (riposami), studiati per divenire una materioteca consultabile; un pavimento in cemento finito a mano con uno speciale olio che ne faccia percepire la trama e la granulometria dando un tono di colore naturale e diverso ad ogni piattaforma, proprio come la texture dei toni dei masegni veneziani, uno accanto all'altro diversi, ma legati; a terra canale in legno di larice che segnano i tratti tra una piattaforma di cemento e l'altra costituendosi come passaggio tecnico e flessibile degli impianti, ma anche come disegno modulare dello spazio; ampi tavoli da lavoro in multistrato di betulla impilabili e regolabili; una monumentale parete trattata a lavagna per diventare raccoglitore di idee e parete descrittiva dei progetti. il laboratorio delle arti alla biennale di venezia si apre a giovani progettisti che vogliono confrontarsi con le eccellenze del made in italy, oltre a contenere oggetti pensati, studiati, progettati in biennale e per la biennale. la prima masterclass in arti visive e design è stata condotta da mario nanni che ne ha dato un tema evocativo: 'dal cinema la lampadina per l'architettura'. le arti e le discipline della biennale diventano strumento di studio e di lavoro. il maestro deve ascoltar facendo, essere capace di dedicarsi agli allievi e far veder loro come fare: lo spazio del laboratorio è pensato per questo. il silenzio e la luce aiutano alla concentrazione, la libertà di movimento e di occupazione dell'ambiente lasciano ampio respiro all'ideazione e alla creazione, gli elementi di arredo solidi, semplici, lineari accolgono con un'aria domestica e familiare mettendo a proprio agio gli allievi. qui nascono oggetti costruiti, pensati per una funzione, non per essere venduti. il laboratorio vuole formare allievi che diventano professionisti, capaci di comprendere gli spazi e riqualificarli, di individuare i problemi del fare quotidiano e trovarne le soluzioni. l'arte illumina chi vuole costruire oggetti di eterna validità e utilità. questo diventa lo spazio in cui il mondo della biennale incontra il mondo, offrendo agli studenti l'opportunità di essere affiancati da maestri che aprono il loro sapere. l'incontro con il maestro è fatto anche di dolore: questa scuola insegna anche a mettersi alla prova, a misurarsi con l'insuccesso, al saper fare diversamente da come si era pensato. i risultati di questo laboratorio sono essi stessi l'inizio di un nuovo percorso, l'inizio di una parte nuova della storia futura della biennale.
il progetto si può sintetizzare in una frase: senza impegnarsi direttamente non c’è capacità creativa. l’incontro con il maestro cambia la tua vita.
paolo baratta, presidente la biennale di venezia

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