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maxxi-moma, progetto yap

roma

progetto: gruppo startt

committente: maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo

direttore lavori: laura felci (maxxi architettura)

progetto illuminotecnico: mario nanni

foto: UpOViabizzuno

corpi illuminanti

grazie alla collaborazione tra il maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo, e il moma di new york, si è svolto per la prima volta a roma nel 2011 il programma yap (young architect program): un concorso, giunto alla dodicesima edizione in america, che permette agli architetti emergenti di progettare e realizzare installazioni temporanee per il cortile esterno del moma ps1.
mario nanni nel 2011 è stato l'unico membro esterno al maxxi e al moma a far parte della giuria, mettendo a disposizione la sua decennale esperienza di progettista.

vince whatami, il progetto ideato dallo studio romano startt che ha trasformato gli spazi esterni del museo in un arcipelago di otto isole verdi per ospitare gli eventi della stagione estiva: le isole sono state costruite su uno scheletro di balle di fieno e terra e rivestite da 700mq di prato lavato. la grande isola centrale era fissa e alta circa 2 metri, mentre 7 isole minori poggiavano su ruote. le sottostrutture delle isole più piccole sono state realizzate anche con l’impiego di polistirolo espanso, materiale che è stato riciclato e continuerà a essere riciclabile. tutto l’allestimento si è basato infatti su un processo di riciclo: a fine stagione i materiali naturali sono tornati al luogo d’origine. in questo paesaggio mobile spicca un oggetto che connota l'intero cortile del museo stagliandosi dalla quinta monumentale e grigia dell'edificio progettato dall'architetto zaha hadid: è un fiore, di luce. il maxxi poppy, corpo illuminante per esterni sviluppato e ingegnerizzato da Viabizzuno, cresce dal prato colorando lo spazio e trasformandosi di giorno in un ombrello d'ombra e di notte in una corolla di luce. 18 fiori in vetroresina rossa alti cinque metri, sinuosi, potenti e onirici costruiscono un nuovo orizzonte urbano: un bosco di luci e ombre. la testa del fiore ospita più funzioni: non solo una forma decorativa, ma anche tecnologicamente avanzata. l’area centrale nel fondo del fiore ospita un riflettore, mentre le differenti parti superiori consentono una luce diretta e diffusa; sottili tagli nel pistillo permettono il defluire dell'acqua e degli elementi stagnanti. in sintonia con le scelte progettuali alla ricerca di un effetto scenografico ed emozionale, invece dei led, prescelti da tutti gli altri partecipanti del concorso yap, il gruppo startt ha preferito una luce ad alogenuri, più adatta a un’illuminazione diretta verso l’alto. perchè il fiore che non appassisce è quello che guarda verso il sole.

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