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castello di gutenberg

balzers, fl, fürstentum, liechtenstein

progetto: hartmann architektur e design, fl, vaduz. hansjörg hartmann, denise gürtler

committente: land Liechtenstein, landes-hochbauamt, michael patyn, patrik birrer, kunsthistoriker, denkmalpfleger

direttore lavori: planbar, fl, vaduz. remo baumgartner

progetto illuminotecnico: gallus zwicker

rivenditore Viabizzuno: vblighting

responsabile tecnico di zona: vblighting

foto: daniel ammann

corpi illuminanti

un piccolo gioiello di architettura medievale è tornato a splendere nel cuore del liechtenstein continentale. è il castello di gutemberg, a balzers, località del piccolo principato. costruita nel XII secolo, la fortezza è stata abitata fin dal 1290, in un territorio i cui primi manufatti storici risalivano al periodo neolitico (attorno al 4500 a.c.). dal 1750 il castello cessò di essere abitato, per essere lasciato al degrado e, in seguito all’incendio avvenuto a balzers nel 1795, alcune sue parti furono prelevate per la ricostruzione del villaggio. il ritorno a una nuova vita per il castello iniziò nel XX secolo. protagonista di questa fase, iniziata nel 1905, fu il pittore e scultore egon rheinberger di vaduz. il recupero seguì negli anni seguenti i dettami delle correnti neoromantiche, che finirono con l’influenzare notevolmente l’estetica del castello, mantenutasi intatta negli anni a venire. oggi il maniero di gutemberg rappresenta agli occhi degli esperti e dei semplici turisti un’autentica opera d’arte, ed è riconosciuto come un castello rinascimentale del 1900. un contributo fondamentale a questo rilancio del castello è stato anche quello fornito dal governo del principato che, dopo averlo rilevato nel 1979, ne ha avviato la ristrutturazione del cortile, terminata insieme a quella della cappella e del roseto nel 2010. il recupero complessivo di un edificio di tale rilevanza storico-artistica non avrebbe potuto essere considerato concluso senza che venisse studiata un’illuminazione in grado di valorizzarne le caratteristiche architettoniche. considerando sempre come elemento irrinunciabile, come punto di riferimento il rispetto dell’operato di egon rheinberger, si è voluta adottare un’illuminazione nuova, funzionale, ma sviluppata mantenendo lo spirito dei costruttori di un tempo. il progetto ha previsto l’impiego di prodotti già presenti sul mercato, combinati con lampade specificamente sviluppate per questo progetto: corpi illuminati di alto livello tecnologico, che non nascondono un’origine artigianale. i corpi illuminanti Viabizzuno come m3 e cubo medium sono ora elementi fondamentali per esaltare alcune importanti caratteristiche architettoniche del castello, oggi sede di eventi culturali. la loro luce contribuisce a valorizzare gli esterni. è loro, infatti, la luce che accarezza i materiali impiegati per la costruzione del castello, specialmente il legno e la pietra. una luce che illumina, orienta i visitatori e, al tempo stesso, lasciando che sia la fortezza l’unica vera protagonista, resuscitandone le atmosfere, il fascino, le suggestioni storiche di un passato secolare.

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