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chiesa dei santi quirico e giulitta a camnago

camnago di lentate sul seveso, monza-brianza

progetto: arch. ivano barison

committente: parrocchia dei santi quirico e giulitta

progetto illuminotecnico: Viabizzuno inmilano

rivenditore Viabizzuno: tuttaluce, como

responsabile tecnico di zona: matteo vivian, m.vivian@viabizzuno.com

foto: anna molteni

corpi illuminanti

la chiesa dei santi quirico e giulitta edificata tra il 1913 e 1915, con ampio sagrato orientato a sud su due livelli, sorge lungo un asse viario principale curvilineo che raccorda le variazioni altimetriche che caratterizzano topograficamente il paese collinare. il degrado del sagrato ha reso necessaria una serie d’interventi urgenti di restauro, consolidamento strutturale e riqualificazione. i lavori hanno riguardato il rifacimento completo della pavimentazione, la realizzazione dell’impianto di raccolta acque meteoriche, il risanamento degli elementi degradati con la ricostruzione di alcune parti, la ‘ricucitura’ delle murature lesionate, la pulitura di murature e gradinate, il rifacimento di parte dell’intonaco e delle copertine in cemento con rasatura finale, la riorganizzazione del verde e la realizzazione dell’illuminazione. si è data centralità all’asse principale della chiesa col nuovo disegno della pavimentazione e il posizionamento dei pali d’illuminazione sui due livelli del sagrato. i filari di verde (12 cercis siliquastrum), gli arbusti, le erbacee e le graminacee (circa 150, di varietà anche rare), insieme alla ringhiera di protezione in lamelle d’acciaio di colore marrone bruciato filtrano il sagrato rispetto alla strada, formando uno spazio più riservato che prepara spiritualmente all’ingresso nella chiesa. la disposizione irregolare delle lamelle, a significare il percorso di vita dell’uomo, si regolarizza in alcuni precisi punti creando l’effetto di una croce. la pavimentazione è in lastre di lavarosa, che ben si integra con il colore dell’intonaco della chiesa e delle murature del sagrato, e lastre grigio perla toscano a creare il disegno, che sul sagrato superiore, con un gioco di vuoti e pieni, richiama nella parte centrale la pianta della chiesa, a croce greca, e si apre pienamente verso il portone principale, inquadrando visivamente anche i due ingressi laterali. il disegno della pavimentazione del sagrato inferiore mantiene le caratteristiche di quello superiore, perdendo la raffigurazione esplicita della croce, per identificarlo anche più semplicemente come spazio di passaggio. sfruttando i 70 metri lineari preesistenti di terra che cingono la superficie pavimentata del sagrato, si è voluto creare un giardino in un luogo che presentava poco verde, ridotto ormai solo ad una discontinua bassa siepe di buxus comune degradata. lo sviluppo lineare ha consentito la messa a dimora dei cercis siliquastrum, pianta decidua che può raggiungere 8 m di altezza, ha tronco di dimensione contenuta e cresce in pieno sole. si è tenuto conto sia delle caratteristiche fisiche, di portamento e sviluppo della pianta, che ornamentali nei ritmi stagionali: per il suo aspetto decorativo nei mesi di fioritura, che avviene copiosa quando buona parte della vegetazione è spoglia; per la parte aerea vaporosa e delicata, con foglie cuoriformi verde chiaro che, soprattutto dopo la fioritura, restituiscono una sensazione di grande leggerezza; per la prolungata presenza di foglie e frutti. l’illuminazione del sagrato avviene con lampade cubo montate su palo in acciaio corten posizionate ai lati delle scalinate, composte da elementi con ottica a luce diffusa che punta il sagrato e con ottica puntuale verso i gradini, visivamente poco invasive, per struttura e colore risultando ben integrate con gli elementi costitutivi della chiesa e del sagrato e richiamano i tronchi degli alberi e i portoni lignei. le lampade accentuano visivamente l’asse centrale della chiesa, invitando la visione verso il portone centrale, simbolo di cristo. creano una luce morbida e calda, in relazione con le lastre lavarosa della pavimentazione. l’illuminazione serale e notturna crea un gioco vibrante di luci e ombre sulla ringhiera in lamelle d’acciaio. lungo la facciata quattro lampade m3 incassate a pavimento e due lampade cubo medium corten montate su picchetto illuminano con equilibrata intensità il fronte della chiesa e le absidi laterali. elemento di sicurezza, la luce identifica anche visivamente la chiesa come punto di riferimento per la comunità parrocchiale.

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