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loft a roma

roma, italia

progetto: de sanctis pieri architetti associati

committente: privato

direttore lavori: arch. simona pieri

responsabile tecnico di zona: marco ferrelli

foto: riccardo budini

corpi illuminanti

la sfida di trasformare un ex spazio industriale in un ambiente polifunzionale ad uso sia domestico che lavorativo senza alterare completamente le forti caratteristiche formali originarie si è risolta con un progetto ‘sottile’, attento ad ottenere una caratterizzazione specifica dei nuovi ambienti preservando tuttavia la percezione dell’unitarietà dello spazio originario e dei suoi caratteri.

il progetto degli spazi curato dall’architetto simona pieri dello studio dspaa, desanctis pieri architetti associati di roma, è basato sull’idea di creare la suddivisione degli ambienti come una giustapposizione di volumi neutri all’interno del contenitore originario, pensando a delle scatole bianche giustapposte, inserite, ma non fuse, all’interno dell’ambiente principale.
formalmente il design dei nuovi ambienti così come quello della scala è ridotto alle linee essenziali, domina la materia e la forma di base degli spazi, mentre volutamente si mantengono e si esaltano, come una doppia anima, gli elementi originari: le travi in ferro e le volte del soffitto.
la luce artificiale esalta e sottolinea le forme degli spazi e il colore bianco ottico delle pareti si decina in un variegato gioco di profondità.
il pavimento in grandi doghe di rovere fa da contrasto materico al bianco rigore degli spazi, mentre la scala è pensata come una sintesi ideale tra la semplicità delle forme e la predominanza dei materiali, si sviluppa nella semplice giustapposizione di scalini in rovere, eliminando la struttura e riducendo il parapetto ad una semplice lastra in vetro trasparente.
l’architetto gioca su vuoti e pieni, su leggerezza e massa, a tutti i livelli. i volumi chiusi degli ambienti aggettano sulla scala con la loro forma compatta e per contrasto si poggiano su un’esile infilata di porte scorrevoli che evocano il delicato stile giapponese, in vetro sabbiato e legno di rovere, in modo da far filtrare la luce naturale anche negli spazi più interni.

il progetto degli spazi viene completato e compiuto dallo studio sapiente della luce artificiale curato da Viabizzuno. l’illuminazione generale degli ambienti è realizzata con corpi illuminanti incassati a soffitto m1 a scomparsa totale, mentre alcune superfici vengono illuminate dalla luce radente dei net parete. sulle travi di ferro sono stati inseriti i faretti tom ginocchio track per aumentare la luce generale nell’ambiente principale.
il gioco dei volumi aggettanti viene sottolineato invece da lunghi tagli di luce ottenuti dalla lavorazione speciale del sistema 094 ed il profilo c2 led usato in continuo anche lungo l’infilata delle porte scorrevoli. l’inserimento nella parete di fondo della taglio con la sua sottolineatura di luce led blu chiude infine la composizione architettonica.

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