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biocasa 82

provincia di treviso

progetto: arch. rosario picciotto, giovanni fabris (welldom)

committente: privato

progetto illuminotecnico: rosso18

rivenditore Viabizzuno: stingers

responsabile tecnico di zona: andrea cinquetti, a.cinquetti@viabizzuno.com

foto: marco zanta

corpi illuminanti

l’impegno per una costruzione ecosostenibile, in grado di inserirsi nel contesto agricolo della provincia trevigiana e al tempo stesso conseguire obiettivi di comfort e benessere elevati sono alla base del progetto biocasa_82, prima residenza privata ad ottenere, in europa, l'attestato di conformità al più alto livello del protocollo leed for homes. l’architettura ha dovuto innanzitutto osservare degli standard, come per esempio i tetti a falda e la presenza di finestre con gli scuri tipici dell’edilizia agricola, che sono stati reinterpretati nei limiti del possibile. l’idea della sostenibilità è nata sin dall’inizio per volere dei committenti ed è stata studiata e realizzata in ogni dettaglio abitativo. biocasa è infatti studiata per favorire il massimo comfort con il minore impatto possibile sull’ambiente: 100% di acqua piovana raccolta e 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili, con un consumo energetico annuale significativamente basso (<30 kW/m2) e il 60% in meno di emissioni di gas clima-alteranti rispetto a una casa tradizionale. oltre ai consumi e all’impatto sull’ambiente, estrema cura è stata posta nella scelta di materiali ecologici, con certificazioni di biocompatibilità, riciclabili al 99% e quando possibile a km zero: legno massiccio con standard PEFC o FSC, intonaci ai silicati naturali, pavimenti in pietra di trachite/zovonite delle cave di zovon di padova, calcestruzzi di bigolino di valdobbiadene. l’edificio è costituito da due blocchi gemelli che si incastrano l’un l’altro e che sono delimitati da quinte - il brise soleil - che abbracciano il paesaggio e, grazie alla loro forza prospettica, lo portano idealmente fin dentro casa. lo stesso principio è stato rispettato anche per le zone living e la zona notte, affacciate verso sud, che si fondono tra il dentro ed il fuori in un unico spazio. dall’interno, enormi vetrate con tendaggi bianchi aprono un sipario sulla natura circostante. anche l’articolazione degli spazi interni è fatta di pochi segni che delimitano gli spazi e si intersecano tra loro, come la cucina che si affaccia sul soggiorno. protagonista è la grande scala bianca centrale che si sviluppa verticalmente con una finitura della parete evidenziata da listelli verticali di legno bianco. il piano interrato, dove spiccano una zona living e la palestra, è in calcestruzzo, un materiale che ha una forte matericità e che meglio di altri ricorda metaforicamente il nucleo scavato nella roccia, le grotte ancestrali. nel piano interrato sono presenti grandi cavedi con piante, che convogliano la luce naturale per creare anche qui quella relazione costante con l’esterno che caratterizza tutta la casa, la cui prospettiva visiva si incrocia in più direzioni per consentire di ammirarli da diverse angolazioni. in un’ottica di integrazione tra architettura ed arredamento, gli arredi interni sono stati pensati insieme agli esterni e sono parte della casa stessa: il muro diventa armadio a parete o porta con la stessa pulizia delle geometrie che contraddistingue l’architettura. i materiali sono semplici e sofisticati al tempo stesso: tavole di larice per il pavimento o intonaco bianco per le pareti. il concetto del benessere viene ripreso nella scenografica vasca da bagno: il bagno si intende come spazio da vivere, non più chiuso, ma aperto anche alla zona giorno. particolare attenzione è stata posta nella progettazione della luce, dalla finitura dei singoli corpi illuminanti, ai materiali, all’utilizzo delle sorgenti luminose in grado di mantenere fede alla storicità degli spazi e alle relative destinazioni d’uso.
la zona interrata è stata illuminata in modo da renderla accogliente e calda, il cemento a vista invece di essere celato è stata valorizzato con una luce radente calda a led, creando effetti visivi inaspettati. per la sala palestra il profilo c1 e il corpo illuminante a scomparsa displei sono stati attentamente integrati nei pannelli, a muro e a soffitto, in modo da ottenere un’unica linea lunga e continua, nonostante l'accavallarsi dei pannelli stessi.
nei bagni ciechi è stato scelto di inserire il cono infinito per ricreare la sensazione del pozzo di luce, celando la sorgente luminosa diretta. la spessorina inserita nella struttura di cornice della finestra grande del salotto enfatizza le basi di questa importante verticalità, mentre la scelta dei cilindri pl, posti nel soffitto dell’attigua zona ingresso-pranzo, è stata obbligata dal tavolato di legno che qui si alterna al cartongesso. il progetto di luce dedicato agli spazi esterni e al parco segue l'architettonicità del corpo abitativo principale. Viabizzuno ha infatti appositamente disegnato e ingegnerizzato, su richiesta del committente, dei corpi illuminanti speciali che riprendessero nelle forme la geometria dell’edificio. mentre il faretto m44 led illumina le verticalità della struttura del patio esterno, il faretto m4 borchia eliporto segna e demarca la passerella di ingresso pedonale, evidenziando in maniera discreta il percorso di accesso corretto.

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