cerca per nome
 cercami

casa a mantova

mantova, italia

progetto: unostudio architetti associati (www.unostudio.eu)

direttore lavori: arch. federico fedel

progetto illuminotecnico: maicol fedrigo, m.fedrigo@viabizzuno.com

responsabile tecnico di zona: maicol fedrigo, m.fedrigo@viabizzuno.com

foto: gianni basso, vegamg

corpi illuminanti

la decisione di costruire una casa, l’idea di creare una propria esperienza domestica con modalità diverse da quelle del vivere in alloggi collettivi o in contesti urbani genera una serie di aspirazioni, suggerimenti, necessità. il compito di ogni buon progettista è quello di tradurre queste istanze in un progetto che, almeno in parte, le sintetizzi. l’aspirazione e l’obiettivo è quello di migliorare la vita di ogni giorno, aumentando il comfort e la qualità dello spazio abitativo. la parte più difficile del processo è quando, come in questo caso, il posto è un contesto alienante, circondato da edifici estranei sia alla tradizione sia a uno stile contemporaneo. è pertanto impossibile trovare una qualche relazione con un contesto privo di identità, sulla quale sviluppare un’idea. il rischio è quello di dare vita a qualcosa di autoreferenziale, che trovi la sua ragione di essere nell’estetica, senza rispondere a quelle necessità di qualità della vita che sono alla base della scelta di costruire un edificio. da queste riflessioni nasce questo progetto, un progetto che trova in sè stesso una natura ricostruita, con la quale è possibile sviluppare quelle relazioni negate dal contesto. l’obiettivo affonda le sue radici nella casa romana, mirando all’autosufficienza e mettendo al centro della ricerca il bisogno di una qualità della vita legata all’idea di natura. il risultato è un progetto dilatato, che si allarga generando pieni e vuoti pensati per inserirsi e completare un luogo assente. all’esterno, geometria, rappresentazione e funzionalità si combinano nell’accostamento di volumi elementari riconoscibili dalle differenti proporzioni; la scelta di unostudio architetti associati è quella di sviluppare il tetto dell’edificio conferendogli delle funzioni normalmente svolte dal terreno. pertanto il tetto è visto come un giardino, con spazi relazionali organizzati in aree separate: una dedicata alla piscina e al solarium, una dedicata al cibo e alla convivialità. tra queste un atrio centrale, dove si trova una pianta di fragole, le cui foglie dominano lo spazio vuoto al centro del progetto. gli attici e le sezioni alte nascondono completamente gli impianti per la produzione di energia rinnovabile. ogni spazio, quindi, è occupato da una sequenza che, a partire dall’entrata, segue un percorso verticale; quest’area è stata progettata in modo tale da fare scoprire lentamente la meccaniche degli spazi seguendo un’alternanza fra interni ed esterni. ciò che si vede dall’esterno può essere compreso soltanto seguendo la luce la quale, entrando, rivela gli spazi vuoti, seguendo un crescendo che culmina con quella proveniente dalla lanterna in corten nella facciata frontale dell’edificio. la successione spaziale della casa romana è tradotta verticalmente in un organismo che, come da tradizione, vede l’impluvio al centro della composizione. la cucina e la sala si affacciano su un giardino realizzato all’interno dello stesso edificio, con aceri, convallarie e un piccolo ruscello; un vero spazio chiuso naturale, un giardino prezioso, l’ambiente per le vite contemporanee di tutti i giorni. all’interno, la luce collabora con le strutture elementari nella definizione degli spazi, come i tagli nei solai e i disegni che essi creano articolando le diverse soglie e azioni dell’abitare, diaframmi murari di diverso spessore segnati dalla luce zenitale. il sistema illuminotecnico guida le azioni e l’esperienza delle persone: l’osservare e il guardare declinano una percezione emozionale degli ambienti, nel rapporto con la luce naturale e artificiale, legando alla percezione di uno spazio semplice e rigoroso l’emozione suscitata dalla luce quando incontra le qualità tattili dei materiali e la purezza formale dei dettagli. i materiali descrivono gli spazi generati dal progetto, in questo modo, legno, pietra, corten, acqua e vegetazione danno luce al bisogno di relazionarsi a spazi progettati come estensioni della casa stessa. la struttura principale, in muratura e calcestruzzo, delinea i volumi, mentre l’acciaio realizza i vuoti e valorizza la costruzione, misurando e unificando la composizione. tutti i pavimenti e le superfici dei muri, sia interne che esterne, sono in pietra naturale, ad eccezione del legno scelto per i pavimenti e i terrazzi sul tetto apribile. i contenuti tecnici e tecnologici dell’edificio, che raggiungono la classe energetica a+, sono stati adottati in base a criteri di sostenibilità.

lingua selezionata: italiano | english | français | Deutsch | español | 中文

www.viabizzuno.com | www.viabizzunomercato.com

legal notice | abbonati al report | Facebook Pinterest instagram

Viabizzuno srl italia via romagnoli 10 40010 bentivoglio (bo) C.F./P.IVA e iscrizione registro imprese di bologna n. 01614551206 - REA n. 351858 - capitale sociale 5.000.000,00 euro i.v.